Castello di Copertino

        

Il castello, una delle più imponenti strutture difensive dell'area Salentina, sorto in epoca normanna-sveva, venne ampliato e ingentilito dagli Angioini
L'imponente struttura militare che appare ai nostri occhi fu realizzata nel 1540 secondo i canoni architettonico-militari imposti dalla scoperta della polvere da sparo. Il progetto è opera dell'architetto militare Evangelista Menga che lo eseguì per volere di Alsonso Castriota.
Lungo tutto il perimetro esterno si osservano novanta feritoie le cui cavità consentivano un facile movimento dei cannoni. Queste sono distribuite su tre ordini separati da un cordone marcapiano.
Un fossato scavato nella roccia a scopo difensivo ne completa l'aspetto fortilizio.
Il castello fu anche dimora signorile: lo testimonia il balcone rinascimentale con balaustra traforata, nonché il sontuoso portale chiaramente esemplificato sul modello napoletano di Castelnuovo.
Gli imponenti bastioni lanceolati e il fastoso portale rinascimentale sono, quindi, le principali attrattive esterne.
Il portale, a cui recentemente è stata data un'esemplare decodificazione iconografica, è attribuito allo scultore neretino Francesco Bellotto su probabile disegno di Evangelista Menga. Le sue decorazioni, realizzate in calcarenite locale, risultano integrate successivamente con stucchi per proteggerle dai venti che nei secoli hanno esercitato un'azione polverizzante. Essendo tipicamente celebrativo, su di esso sono state immortalate le dinastie di re e regine, ma anche dei feudatari che si sono succeduti a Copertino. Di tipo trionfalistico sono invece le armature scolpite, i vessilli, i cannoni concentrati nel grande lunettone.
Elementi ornamentali sono pure il diffuso fogliame, le modanature tortili, le colonne scanalate ed il diffuso carattere favolistico di cui restano alcune tracce sul lato sinistro di chi guarda. Difatti, in alto, subito dopo la colonna si può osservare Alessandro Magno che viene trasportato da un carro a sua volta spinto dal soffio di due grifoni. Dall'esterno si scorge anche il maschio a base scarpata realizzato nel XIII secolo.
Nel 1407, in occasione delle nozze tra Ladislao di Durazzo e Maria D'Enghien, sul lato est fu incastonata l'arma delle due case.
Il castello si caratterizza anche per la cappella di S. Marco voluta dagli Squarciafico e affrescata nel 1580 da Gianserio Strafella, pittore manierista originario proprio di Copertino; al suo interno vi troveremo i due sarcofaghi cinquecenteschi realizzati da Lupo Antonio Russo che contennero le spoglie di Uberto e Stefano Squarciafico, padre e figlio.
Dal suggestivo atrio interno si ha una completa veduta del maschio angioino.
Se si prosegue lungo lo scalone rinascimentale che conduce al piano nobile si potrà ammirare la quattrocentesca cappella gentilizia intitolata a S. Maria Maddalena. Il porticato, fatto costruire nel ‘600 dai Pignatelli, conferisce alla struttura un delicato movimento architettonico che interrompe piacevolmente la rigida geometria delle linee.
Infine sono da osservare le lunghe, oltrechè ampie gallerie che percorrono interamente il perimetro della fortezza ed oggi adibite ad iniziative di carattere culturale.