Castel del Monte

                   

Per la sua forma e la sua funzione Castel del Monte, che oggi appare come una gigantesca corona poggiata su una collina, si differenzia in modo significativo dagli altri castelli che si possono visitare in Puglia.
La forma dell'ottagono sul quale è strutturato l'intero edificio, da un lato rappresenta uno schema architettonico rigoroso e dall'altro richiama aspetti (probabilmente) simbolici che rendono la visita ancor più interessante.
Proprio per la sua singolare costruzione, il castello fu punto d'arrivo di una serie di sperimentazioni architettoniche, basate sul rigore delle geometrie, delle simmetrie e di criteri di costruzione che, nel rispetto della matematica e dell'astronomia, scandiscono e misurano lo spazio.
Era il 1240 quando l'imperatore Federico II firmò un decreto diretto a Riccardo di Montefuscolo, giustiziere di Capitanata, in cui ordina di predisporre il materiale necessario alla costruzione di un castello situato presso la chiesa (oggi scomparsa) di Sancta Maria de Monte.
Questa imponente metafora del suo potere, a metà strada fra Roma e Gerusalemme, oggi è espressione di sintesi fra due mondi e, allo stesso tempo, architettura di luce.
All'epoca la sua costruzione doveva essere giunta già alle coperture, ed essere quindi vicina al completamento. Con gli interventi di re Manfredi promossi a partire dal 1277, viene rafforzata la funzione di avvistamento e controllo del territorio che già il castello svolgeva in età sveva: il segno e la funzione di Castel del Monte come elemento di un sistema di comunicazione anche visiva vengono confermati e potenziati.
Negli anni successivi il castello rimase per lo più adibito a carcere.
Nel 1495 vi soggiornò Ferdinando d'Aragona, prima di essere incoronato re delle due Sicilie a Barletta.
Annesso al ducato di Andria, appartenne a Consalvo da Cordova e, dal 1552, ai Carafa conti di Ruvo. Fu rifugio per molte nobili famiglie andriesi durante la pestilenza del 1656.
Fin dal secolo XVIII, rimasto incustodito, fu sistematicamente devastato, spogliato dei marmi e degli arredi, e divenne ricovero per pastori, briganti, profughi politici.
Nel 1876, prima che sopravvenisse la definitiva rovina, ripresero i lavori di restauro con continuità e cautela scientifica, fino ad arrivare ai recentissimi ultimi interventi degli anni Ottanta.

Il cortile, di forma ottagonale, è caratterizzato, come tutto l'edificio, dal contrasto cromatico derivante dall'utilizzo di breccia corallina, pietra calcarea e marmi; un tempo erano presenti anche antiche sculture, di cui restano solo la lastra raffigurante il Corteo dei cavalieri ed un Frammento di figura antropomorfa. Il collegamento fra i due piani avviene attraverso tre scale a chiocciola inserite in altrettante torri.
Ogni piano è composto da 8 sale a forma trapezoidale; le chiavi di volta delle crociere sono decorate  da  elementi  antropomorfi, zoomorfi e fitomorfi.
Grandissimo interesse riveste il corredo scultoreo che, sebbene fortemente depauperato, fornisce una significativa testimonianza dell'originario apparato decorativo, un tempo caratterizzato  anche dall'ampia gamma cromatica dei  materiali
impiegati.
Attualmente sono ancora presenti le due mensole antropomorfe nella Torre del falconiere, i telamoni che sostengono la volta ad ombrello di una delle torri scalari ed un frammento del mosaico pavimentale nell'VIII sala al piano terra.  


Apertura al pubblico: Tutti i giorni compresi festivi e domeniche
                                   1 ottobre - 28 febbraio: dalle ore 09.00 alle 18.30
                                   1 marzo - 30 settembre: dalle ore 10.15 alle 19.45.
La biglietteria chiude 30 minuti prima della chiusura
Costo del biglietto: Intero 3,00 euro
                                Ridotto 1,50 euro dai 18 ai 25 anni
                                Gratuto fino a 18 anni e otre i 65 anni.
Per visite guidate per comitive e gruppi studenti tel.  080.5286237 - 080.5286237