Storia della regione

La Puglia è una regione popolata in origine da genti sia illiriche che greche (fondazione di Taranto) e comprendeva anticamente il territorio dell'attuale Puglia, l'Apulia e la Calabria.

I Romani, che invasero la regione nel corso delle guerre contro i Sanniti e contro Pirro (sec. IV-III a.C.), vi fondarono diverse colonie, come Luceria (Lucera), Venusia (Venosa) e Brundisium (Brindisi).

Nonostante le diverse rivolte delle popolazioni locali, la regione fu integrata, nel riordinamento augusteo, nella II regione, detta abulia e Calabria. Economicamente florida, sia per l'agricoltura che per i commerci, grazie soprattutto alla sua posizione strategica tra l'Oriente e Roma, a cui la regione era collegata dalla Via Appia, la Puglia godette in epoca romana di una grande importanza. Con la diffusione del cristianesimo, tra il III e il IV secolo, in Puglia vennero fondate diverse diocesi, divenute presto dipendenti da Costantinopoli.

Nonostante le invasioni barbariche del V secolo, però, il governo bizantino non fu intaccato e non venne alterata l'opera di fiscalizzazione pesante iniziata dall'Impero d'Oriente.
Tra il VII e il IX sec., però, la regione fu attaccata da Longobardi, Franchi e Saraceni, che, gradualmente, occuparono le località principali della regione, lasciando a Bisanzio solo il Salento (con Otranto e Gallipoli). Solo Bari, che diventò sede di un emirato, destreggiandosi fra Greci, Longobardi, Franchi, Saraceni e a volte con l'aiuto dei Veneziani, riuscì a mantenere una certa autonomia.

Nel IX sec., invece, con la ripresa dell'Impero d'Oriente, Bari, Taranto e gli altri porti tornarono bizantini e la regione si risollevò.

Lecce divenne un importante centro culturale e religioso, ed aumentarono i traffici con l'Oriente bizantino e musulmano. La Puglia subì un ulteriore sviluppo civile sotto Guglielmo II che, tenendo buoni rapporti con Venezia, agevolò i mercanti pugliesi e con Federico II. Dal 1264 al 1435 (morte di Giovanna II), la Puglia sentì la dominazione angioina, subendo, come le altre province conquistate, un pesante contraccolpo. I principali mali che afflissero il paese furono il dilagare dell'anarchia e una sensibile diminuzione dei commerci.

Sotto gli Aragonesi (1442-1503) si aggrevò ancora di più il processo di feudalizzazione della regione e si manifestarono i fenomeni del latifondismo, del disordine giudiziario e amministrativo, della perdita della sicurezza privata.

Qualche miglioramento si ebbe con il re Ferdinando I (1458-1494), ma la regione subì comunque nuove scorrerie dei Turchi e pesanti ripercussioni della guerra di Ferrara e Bari, dal 1464, divenne possedimento della famiglia Sforza.

Fu la dominazione borbonica del XVIII secolo ad apportare finalmente qualche miglioramento con la costruzione di strade, porti etc.. e le riforme del periodo napoleonico, in particolare l'abolizione della feudalità, la ristrutturazione dei latifondi e delle terre pubbliche e diversi miglioramenti in campo giudiziario. Con la caduta dei Borboni la Puglia fu annessa al regno d'Italia (1860) e fu divisa nelle province di Bari, Foggia e Lecce, corrispondenti alle antiche denominazioni storiche di Terra di Bari, Capitanata e Terra d'Otranto. A queste si sono aggiunte, più tardi, anche Taranto e Brindisi. A queste si sono aggiunte, più tardi, anche Taranto e Brindisi.

Per ulteriori informazioni:

www.regione.puglia.it